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Cosa insegnare in un corso di autodifesa femminile?

ByTotalAdmin

Cosa insegnare in un corso di autodifesa femminile?

Sembra una domanda dalla facile risposta: un corso di autodifesa femminile deve insegnare tecniche per parare i colpi, tecniche per colpire l’avversario, tecniche per disarmare, per cadere in modo corretto o per sbilanciare e bloccare l’oppositore.

Cosa deve insegnare un corso di autodifesa femminile?

Sembra una domanda dalla facile risposta: un corso di autodifesa femminile deve insegnare tecniche per parare i colpi, tecniche per colpire l’avversario, tecniche per disarmare, per cadere in modo corretto o per sbilanciare e bloccare l’oppositore. E invece noi riteniamo che tutto ciò sia assolutamente sbagliato. Secondo noi un corso di difesa personale femminile deve agire su leve completamente diverse che, per sintetizzare, possono essere comprese sotto il nome di “istinto di autoconservazione”.

Perché la nostra risposta dovrebbe essere quella giusta?

Chiunque può affermare qualcosa, ma non significa che abbia degli argomenti logici, titoli o almeno delle referenze per giustificare le sue affermazioni. Chiunque può dire che per l’autodifesa, tanto femminile quanto maschile, sia importante questo o quello. Tutti hanno un cervello. Ma non tutti hanno affrontato il tema con la forza di un fondamento. Questa nostra posizione infatti non è una semplice opinione ma è un argomentazione logica frutto di due fondamenti: l’esperienza concreta e la riflessione teorica scientifica. Sul piano dell’esperienza concreta nel mondo della difesa personale, Mario Furlan, il fondatore del Wilding, per anni ha affrontato la dura realtà della strada in qualità di fondatore e successivamente istruttore dei City Angels (clicca e scopri di più sull’esperienza reale di Mario Furlan). Sul piano della riflessione teorica Mario Furlan è Phd in psicologia, è motivatore e life coach (clicca e scopri di più sui titoli accademici e sul percorso scientifico di Mario Furlan), ha scritto libri sull’argomento della violenza sulle donne e ha effettuato studi sui diversi aspetti che entrano in gioco durante un’aggressione reale, in particolare su ciò che può rendere efficace un tentativo di autodifesa femminile. E tanto dall’esperienza quanto dalla teoria emerge una semplice risposta alla domanda: un vero corso di autodifesa femminile deve necessariamente insegnare a ricorrere al serbatoio innato dell’istinto.

Cosa succede durante un classico corso di difesa personale

Quando ti alleni nel classico corso di difesa personale (per donne, uomini o ambisex), tu e il tuo compagno partite ad armi pari. Il combattimento è leale. Pulito. Senza trucchi o stratagemmi. Cadete sul tatami, non vi fate del male. Sapete cosa aspettarvi dall’altro. E’ tutto chiaro, trasparente. Gli istruttori insegnano una serie di tecniche leali, onorevoli ed eleganti che nella palestra danno grande soddisfazione ai discepoli e magari creano in loro la falsa speranza di ritenersi in grado di affrontare un conflitto di strada, una rissa, un’aggressione e uscirne indenni.

Cosa succede durante un’aggressione reale

Il combattimento vero, il combattimento che nasce dalla violenza di un aggressore reale che ha scopi criminali, è qualcosa di completamente diverso. Perché l’attacco ti coglie di sorpresa. Nel momento più sfavorevole per te, e più favorevole per il tuo aggressore. Che decide l’ora e il luogo dell’assalto. Magari a mezzanotte, quando sei stanco morto, tra le auto del parcheggio e il fango del terreno.  Magari hai seguito un corso di difesa personale? In quel momento, stanco e terrorizzato come sei, non riesci a ricordare più nulla. Così soccombi miseramente.

Cosa serve imparare in un corso di autodifesa da strada

Ecco perché l’autodifesa da strada, quella vera e realistica, deve basarsi sull’istinto. Non su tecniche elaborate, difficili da imparare e ancor più difficili da ricordare (da cui è evidente che sia impossibile riuscire a ricordarle durante un momento critico, concitato, stressante e terrorizzante come un’aggressione vera), bensì su principi che risvegliano ciò che è già, di natura, in noi: il nostro istinto di sopravvivenza. La vera difesa personale, quella che vuole insegnare ad un allievo il miglior modo di uscire illeso e, in ultima analisi, vittorioso, dopo un conflitto reale con un criminale, non può ricorrere a tecniche e concetti, ma deve ricorrere prima di tutto all’allenamento psicologico e all’approccio mentale giusto. Inoltre le donne hanno, fisiologicamente, una sensibilità e un istinto molto più sviluppato rispetto agli uomini. Per questo il Wilding è particolarmente adatto alla difesa personale femminile, perché aiutare una donna a risvegliare qualcosa che in loro è non solo presente (come negli uomini) ma rappresenta una risorsa particolarmente potente, è un modo efficace di fornir loro strumenti per essere davvero in grado di affrontare un pericolo reale. Risvegliare l’istinto di autodifesa attraverso una serie di esercizi e pratiche mirate significa aiutare a ritrovare quelle risorse che saranno davvero utili in un momento critico: risorse che affioreranno in un istante, risorse che saranno rapide e potenti, che permetteranno di trovare la via di fuga o il punto debole nella massima semplicità e senza dover ricorrere alla razionalità che in quei momenti è la risorsa meno efficace e più compromessa. Il Wilding, come corso di autodifesa femminile offre gli strumenti giusti, davvero adeguati, alle donne che cercano un modo di difendersi davvero.